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Deltaplano
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Un mwcqdeltaplano (detto anche, più semplicemente, mwcgaquilone o mwcwmwdaala dagli appassionati) è un mezzo progettato per il mwdqvolo libero.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
Il primo uomo a librarsi nell'aria con un antenato del deltaplano fu mwgaOtto Lilienthal nella seconda metà del mwgq1800; egli riuscì a perfezionare i suoi aquiloni in oltre 2000 lanci dalle colline o dai tetti delle case. Ma non era ancora "volo libero" ma semplicemente "planato" perché non era in grado di dirigere il suo mezzo volante.
Bisogna però attendere fino al mwgw1951, quando mwhaFrancis Melvin Rogallo, ingegnere aeronautico del mwhqNACA di Langley (diventata in seguito mwhgNASA), brevettò un'"ala volante" (che da lui prese il nome come mwhwmwiaAla Rogallo) progettata per realizzare velivoli leggeri. L'idea di Rogallo è stata quella di disegnare un'ala composta da due vele come due rande della barca a vela, le uniche capaci di andare contro vento. L'dea rimase inutilizzata fino al maggio del mwiq1961, quando venne attentamente valutata dalla NASA. Lo scopo era quello di equipaggiare le capsule di rientro mwigGemini di un'ala Rogallo gonfiabile in luogo dei classici paracadute di rientro; il sistema prometteva la leggerezza del paracadute e la manovrabilità tipiche degli altri velivoli. Vennero realizzati prototipi funzionanti in scala reale, e provati trainandoli a rimorchio; ma durante le prove emersero problemi di rottura. I paracadute di forma triangolare durante l'apertura spesso si rompevano, e quindi la NASA optò per dei più tradizionali e sicuri paracadute frenanti.
Negli mwjaanni sessanta Bill Moyes (un istruttore australiano di sci nautico) costruì i primi esemplari di Ala Rogallo che egli trascinava sull'acqua, agganciati a un motoscafo, riuscendo a sollevare lo sciatore che vi era appeso.
L'inizio della pratica del volo libero e del deltaplano in Italia e in Europa si deve ad Alfio Caronticite-ref-alfio-caronti-1-0[1] (uno dei soci fondatori della mwkgFederazione Italiana Volo Libero) il quale, partecipando ai Campionati del Mondo di sci nautico del settembre del mwkw1969 in qualità di preparatore atletico della Squadra Italiana, incontrò a Copenaghen l'australiano Bill Moyes, pioniere di questo sport. Bill Moyes si faceva trainare da un motoscafo per poi sganciarsi da circa 200 metri di quota e planare davanti alle tribune. Durante uno dei quotidiani spettacoli Moyes, atterrando male sulla spiaggia, si ruppe un braccio. Essendo compromessa la sua tournée in America decise di vendere il suo aquilone a Caronti che l'acquistò per 430.000 lire con l'aiuto di mwlaFranco Carraro, allora presidente della mwlqFederazione Italiana Sci Nautico e in seguito presidente del CONI. Tornato in mwlgItalia con il primo deltaplano mai approdato in Europa, iniziò a fare voli al traino col fratello Ivan.
Il 4 novembre mwma1971, dai Murelli sopra Moltrasio lago di Como, con decollo a 1.400 metri, Alfio Caronti effettuò il primo volo auto-lanciato mai fatto in Europa ed uno dei pochi al mondo per quella data. Questa è quindi la data del primo volo libero in Europa: l'importanza di questa impresa ha un valore notevole perché quel 4 novembre del 1971, per la prima volta, un uomo riuscì a realizzare un sogno, immaginato prima nella mwmqmitologia greca con mwmgIcaro e poi nella storia da mwmwLeonardo da Vinci; quello di volare liberi.
Fino ad allora infatti mongolfiere, paracaduti, e le planate di Otto Lilienthal negli anni precedenti avevano rappresentato dei tentativi di volo libero, senza riuscire a dirigersi liberamente nel vento. L'ala di Rogallo, ovvero il mwnqdeltaplano, è stata la prima ala capace di far realizzare all'uomo il volo libero, libero come un uccello.
Negli mwnwanni settanta s'intensificarono i voli e vennero stabiliti record di distanza. Nel settembre del mwoa1971 Dave Kilbourne volò per 1h e 4', e nel mwoq1973 l'americano Rudy Kishazy coprì una distanza di 4000 m partendo dal mwogMonte Bianco. Seguì un decennio di evoluzione strutturale e di relativa 'esplosione' del fenomeno.
Poi, verso la metà degli mwpaanni ottanta, arrivò il mwpqparapendio, che offrì a tutti la possibilità di volare in modo più semplice, e nonostante le prestazioni aerodinamiche e l'esperienza sensoriale siano ancora superiori rispetto al parapendio, il numero di deltaplanisti si è decisamente ridotto.
Descrizione
Caratteristiche generali
Il mwtwdeltaplano è l'unica aerodina a controllo mwuapendolare, ovverosia viene pilotata attraverso il solo spostamento di peso del mwuqpilota, con pochissime eccezioni rappresentate da alcune poco diffuse varianti che recano anche comandi aerodinamici.
Nell'originaria concezione del suo ideatore Francis Melvin Rogallo, questa aerodina aveva una forma in pianta mwuwquadrata con la diagonale nel senso del moto (angolo di freccia al bordo d'entrata di 45°); successivamente la forma in pianta divenne all'incirca quella di un triangolo isoscele retto (sostanzialmente un semi-quadrato) con cui si diffuse inizialmente tra la fine degli anni '60 ad inizi degli anni '70: è proprio grazie a questo iniziale sviluppo in pianta che tale apparecchio deve il nome, poiché raffigura esattamente un'ala a mwvadelta, onde il nome di mwvqdeltaplano.
Bisogna comunque precisare che, dagli anni '80 in poi, grazie ad una forte ricerca compiuta da numerose aziende per migliorarne le caratteristiche aerodinamiche, prestazionali, di controllabilità e sicurezza in volo, l'attuale appellativo, a rigore, non può più considerarsi corretto: infatti le forme in pianta delle attuali aerodine a controllo pendolare assomigliano molto di più (per non dire che sono quasi del tutto uguali) a configurazioni mwvwtutt'ala a freccia, con angoli al bordo d'entrata ormai di circa 30° (o meno), freccia anche sul bordo d'uscita (non è più ortogonale all'asse di simmetria dell'ala) e rapporti di rastremazione in pianta tra 0.2 e 0.8.
Per i bassi costi d'acquisto, d'utilizzo e di manutenzione, il deltaplano è stato e continua ad essere uno dei pochissimi strumenti che ha aperto la strada del volo a molti appassionati, senza ricorrere ad ingenti investimenti per godere dei piaceri del volo, pur possedendo notevoli doti di sicurezza, se usato correttamente.
Struttura
Il deltaplano è una struttura formata da tubi, cavi, tela e bullonerie opportunamente studiata e disposta per consentire, al mezzo ed al pilota, di volare in un mwwwambito ben preciso di condizioni meteorologiche, garantendo una elevata affidabilità meccanica.
Un deltaplano è, in sostanza, una coppia di semiali tenute aperte ed orizzontali da due "controventature", una superiore ed una inferiore. La controventatura superiore è sostenuta dalla torre (o master), mentre quella inferiore è sostenuta (in volo) dal trapezio, all'interno del quale trova spazio il pilota.
La principale peculiarità strutturale del deltaplano è lo mwxgsvergolamento, che ha grande importanza nel garantirne la stabilità di volo. Lo svergolamento (che si misura in gradi angolari) è la differenza tra la inclinazione della mwxwcorda alare nella sezione centrale, rispetto alla corda alare delle estremità.
La seconda peculiarità è il mwyqtunnel, vale a dire la 'bombatura' che si forma durante il volo, quando la vela rimane trattenuta dalle ali e, nella parte centrale, dalla chiglia.
I primi deltaplani, dotati di vele molto 'lasche', sfruttavano l'ampio tunnel per garantire stabilità di volo. Gli apparecchi moderni, tesi da elastici e irrigiditi da stecche, mostrano un tunnel ridottissimo o inesistente.
Materiali utilizzati
• I cavi sono di mwbqacciaio intrecciato (fino a 92 singoli fili) con carichi di rottura (in trazione) varianti tra i 400 ed i 600mwbg kg; essi sono spesso ricoperti di materiale plastico trasparente (per consentire l'ispezione visiva).
• La bulloneria rappresenta la parte più sovradimensionata di tutta la struttura e, dunque, quella meno incline a rappresentare un limite di resistenza per l'apparecchio.
Durante il volo, tutti i cavi lavorano in trazione (né potrebbe essere altrimenti), mentre tutti i tubi (ad eccezione della barra di controllo) lavorano in compressione; i tubi delle ali, inoltre, sono sollecitati in flessione (principalmente a livello del primo quarto e della parte terminale).
Imbracatura
Lo scopo dell'imbracatura è quello di consentire al pilota un aggancio sicuro al deltaplano, di garantirgli la possibilità di eseguire le manovre necessarie e, nei voli di lunga durata, di garantirgli una posizione confortevole ed al riparo dal freddo. I punti indispensabili di aggancio del pilota sono comunque le spalline e, soprattutto, i cosciali.
Curiosamente, i primi modelli erano a 'seggiolino' (il mezzo maggiormente diffuso per il mweaparapendio), ma considerazioni di maneggevolezza e di aerodinamica li hanno fatti scartare, in favore di quelli nei quali il pilota si stende prono.
Principi di pilotaggio
Come accennato, il deltaplano è un'aerodina a controllo pendolare, la cui peculiarità consiste nello spostare il centro di massa (o baricentro) dell'intero apparecchio (ala e pilota) rispetto al centro aerodinamico del sistema 'ala + corpo' oppure (ala + pilota) per consentire il controllo longitudinale (cabrate e picchiate) e latero-direzionale (rollio ed imbardate).
Il pilota durante il volo si trova infatti appeso al mwfabaricentro dell'apparecchio ed è libero di oscillare nell'intorno della configurazione di trim (volo librato). Pertanto agendo sulla barra di controllo, solidale con l'intera ala, varierà la posizione relativa, centro aerodinamico - baricentro e nella fattispecie:
• per mwfwcabrare (aumento dell'incidenza dell'ala) mwgaarretrerà il suo peso rispetto al centro aerodinamico (similmente al tirare la cloche dei normali aerei), ovvero vedrà allontanare da sé in avanti la barra di controllo;
• per mwggpicchiare (riduzione dell'incidenza dell'ala) mwgwavanzerà il suo peso rispetto al centro aerodinamico (similmente allo spingere la cloche dei normali aerei), ovvero vedrà avvicinare a sé dal davanti la barra di controllo;
• per mwhqvirare a sinistra (rollio a sinistra) mwhgsposterà il suo peso a sinistra (interno della virata, similmente al muovere la cloche a sinistra e spingere sulla pedaliera a sinistra nei normali aerei), ovvero vedrà traslare lateralmente verso destra la barra di controllo;
• per mwiavirare a destra (rollio a destra) mwiqsposterà il suo peso a destra (interno della virata, similmente al muovere la cloche a destra e spingere sulla pedaliera a destra nei normali aerei), ovvero vedrà traslare lateralmente verso sinistra la barra di controllo.
Combinando questi comandi in modo opportuno, è possibile effettuare le mwiwvirate coordinate, indispensabili per un corretto volo e per compiere rapidi e sicuri cambiamenti di rotta come fatto dai libratori ed alianti.
Tipi di volo
Le condizioni meteorologiche e l'abilità del pilota condizionano il tipo di volo che è possibile effettuare:
• Planata: in condizioni di aria calma (quali si realizzano alla mattina presto) è possibile effettuare una semplice planata, la cui durata è proporzionale alla differenza di quota tra decollo ed atterraggio e all'mwkaefficienza aerodinamica e alla velocità minima di discesa.
• Veleggiamento dinamico: quando un vento relativamente costante è costretto a superare un ostacolo (una collina, alture vicino al mare), esso si solleva ed è possibile rimanere in volo anche per ore (a condizione di non abbandonare la zona di ascendenza).
• Veleggiamento termico: quando la giornata lo consente, è possibile sfruttare le mwkwascendenze termiche (esattamente come fanno gli mwlaalianti) che tendono a raccogliersi in prossimità dei rilievi montuosi e salire ben più in alto del punto di decollo. Da lì sarà possibile raggiungere altre termiche percorrendo, in tal modo, anche qualche centinaio di chilometri. Il limite alla ascensione è rappresentato dalla base delle mwlqnuvole e, in caso di cielo azzurro, dal calo di temperatura e di ossigeno.
Responsabilità giuridica italiana
La responsabilità dell'efficienza del deltaplano è totalmente a carico del pilota (a differenza ad esempio di quanto avviene per il volo motore) ed inizia dal momento in cui il mezzo gli viene consegnato (ovviamente in perfetto stato) dal collaudatore o dall'istruttore. Generalmente tuttavia le mwmaregolamentazioni del volo libero sono molto semplificate rispetto a quelle del mwmqvolo degli aeromobili.
L'elenco completo delle leggi che regolano, in Italia, il Volo da Diporto o Sportivo possono essere reperite sul sito dell'Aero Club d'Italia.
Basti sottolineare che il Deltaplano non è considerato un mwnaaeromobile (LEGGE 25 marzo 1985 n. 106), bensì un mwnqapparecchio per il Volo da Diporto o Sportivo, sempre che rientri nei limiti (invero molto ampi) fissati dal DECRETO del 19 novembre 1991 e precisamente:
• struttura monoposto, priva di motore, di peso proprio non superiore a 80mwoa kg;
• struttura biposto, priva di motore, di peso proprio non superiore a 100mwog kg.
(nei pesi sopra indicati non sono comprese eventuali cinture e bretelle di sicurezza, paracadute, strumentazione di bordo)
Per poter pilotare un deltaplano è comunque necessario conseguire un Attestato di idoneità, riconosciuto dall'Aereo Club d'Italia e rilasciato da una delle oltre 100 scuole ufficialmente riconosciute. La procedura è decisamente più semplice e breve di quella per ottenere un brevetto di volo su aeromobili (qualche settimana e qualche centinaio di euro, a fronte di almeno un anno, e migliaia di euro).
Note
cite-note-alfio-caronti-11. ↑ mwqw, FIVL - Storia del Volo.
cite-note-fivl-master-awards-22. ↑ mwrw, FIVL Master Awards 2008.
Bibliografia
G. Medici mwsgSulle ali di Dedalo. Introduzione al volo libero in deltaplano. Mursia, Milano ISBN 978-88-425-0094-0
Voci correlate
Altri progetti
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• Wikizionario
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) hang glider, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.
• mwvaMission Extreme il portale degli sport estremi
• mwvgmanualedivololibero.com. URL consultato il 10 gennaio 2005 (archiviato dall'url originale il 7 dicembre 2004).
• mwwaEvoluzione strutturale (GIF), su manualedivololibero.com.
• mwwgFederazione Italiana Volo Libero, su fivl.it.
• mwxaStoria di un pioniere, su vololibero.net (archiviato dall'url originale il 26 aprile 2013).
• mwxgCornizzolo InVolo - Delta e Para Club - Cornizzolo su cornizzolo.it, su cornizzolo.it.
• citereftreccani-deltaplanoDeltaplano, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana.